Un pensionato su due prende meno di 500 euro, ma quanto è la pensione media italiana?

Secondo l’ultimo rapporto annuale pubblicato dell’Inps, i dati riferiti all’ammontare delle pensioni medie italiane sono piuttosto preoccupanti..

Ciò che colpisce sono principalmente gli importi delle pensioni:

il 51% è inferiore a 500 euro al mese, il 79% non raggiunge i mille euro.

Solo il 10% degli italiani percepisce una pensione superiore ai 1500 euro.

Il 63% delle pensioni delle donne si colloca nella prima fascia ( inferirore ai 500 euro) contro il 36% degli uomini , una percentuale comunque elevata.

Tutti i presidenti del consiglio dal 1946 ad oggi

Fino ad oggi la Repubblica Italiana ha avuto 24 presidenti del Consiglio per un totale di 61 governi.

Il politico che ha il record di presenze come presidente del consiglio è Fanfani, nominato ben 5 volte, seguito da Giulio Andreotti e Silvio Berlusconi con 3 cariche a testa.

 

La Democrazia Cristiana è il partito che ha annoverato la maggior parte dei Presidenti del Consiglio (16) seguita dal PSI con 2.

Qui di seguito l’elenco dei vari presidenti del consiglio dal 1946 ad oggi:

 

Alcide De Gasperi 13 luglio 1946 – 17 agosto 1953 DC

 

Giuseppe Pella 17 agosto 1953 – 18 gennaio 1954 DC

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Amintore Fanfani 18 gennaio 1954 – 10 febbraio 1954

1 luglio 1958 – 15 febbraio 1959

26 luglio 1960 – 21 giugno 1963

1 dicembre 1982 – 4 agosto 1983

17 aprile 1987 – 28 luglio 1987 DC

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Mario Scelba 10 febbraio 1954 – 6 luglio 1955 DC

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Antonio Segni 6 luglio 1955 – 19 maggio 1957

15 febbraio 1959 – 25 marzo 1960 DC

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Adone Zoli 19 maggio 1957 – 1 luglio 1958 DC

Fernando Tambroni 25 marzo 1960 – 26 luglio 1960 DC

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Giovanni Leone 21 giugno 1963 – 4 dicembre 1963

24 giugno 1968 – 12 dicembre 1968 DC

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Aldo Moro 4 dicembre 1963 – 24 giugno 1968

23 novembre 1974 – 29 luglio 1976 DC

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Mariano Rumor 12 dicembre 1968 – 6 agosto 1970

7 luglio 1973 – 23 novembre 1974 DC

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Emilio Colombo 6 agosto 1970 – 17 febbraio 1972 DC

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Giulio Andreotti 17 febbraio 1972 – 7 luglio 1973

29 luglio 1976 – 4 agosto 1979

22 luglio 1989 – 28 giugno 1992 DC

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Francesco Cossiga 4 agosto 1979 – 18 ottobre 1980 DC

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Arnaldo Forlani 18 ottobre 1980 – 28 giugno 1981 DC

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Giovanni Spadolini 28 giugno 1981 – 1 dicembre 1982 PRI

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Bettino Craxi 4 agosto 1983 – 17 aprile 1987 PSI

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Giovanni Goria 28 luglio 1987 – 13 aprile 1988 DC

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Ciriaco De Mita 13 aprile 1988 – 22 luglio 1989 DC

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Giuliano Amato 28 giugno 1992 – 28 aprile 1993 PSI

25 aprile 2000 – 11 giugno 2001 Movimento per Ulivo

Carlo Azeglio Ciampi 28 aprile 1993 – 10 maggio 1994 Indipendente ora PD

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Silvio Berlusconi 10 maggio 1994 – 17 gennaio 1995 FI

11 giugno 2001 – 17 maggio 2006 FI

8 maggio 2008 in carica PDL

 

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Lamberto Dini 17 gennaio 1995 – 17 maggio 1996 Indipendente (ora PdL)

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Romano Prodi 17 maggio 1996 – 21 ottobre 1998 Movimento per L’Ulivo

17 maggio 2006 – 8 maggio 2008 PD

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Massimo D’Alema 21 ottobre 1998 – 25 aprile 2000 DS – L’Ulivo (ora PD)

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Tutti i presidenti della Repubblica Italiana dal 1948 ad oggi

In Italia dopo il fascismo e la caduta di Benito Mussolini abbiamo avuto 11 presidenti diversi.

Pecularietà dei presidenti, sono le regioni di provenienza predominanti, Campania e Piemonte, Infatti sei presidenti sono nati in queste due Regioni. Einaudi, Saragat e Scalfaro in Piemonte e De Nicola, Leone e Napolitano, in Campania. Non solo, ma degli altri cinque quattro provengono da due altre Regioni (Toscana: Gronchi e Ciampi; Sardegna: Segni e Cossiga), mentre il quinto è l’unico ligure (Pertini).

Enrico De Nicola, fu il primo presidente, che fu eletto durante il periodo transitorio post-fascista fino alla costituzione vera e propria.

Quello con la più larga approvazione e più amato dagli italiani, fu Sandro Pertini (832 voti su 995).

Ora vediamo l’elenco di tutti i presidenti italiani dal 1948 ad oggi:

Enrico De Nicola:  1 gennaio 1948 – 12 maggio 1948

Luigi Einaudi : 12 maggio 1948 – 11 maggio 1955

Giovanni Gronchi : 11 maggio 1955 – 11 maggio 1962

Antonio Segni : 11 maggio 1962 – 6 dicembre 1964

Giuseppe Saragat  : 29 dicembre 1964 – 29 dicembre 1971

Giovanni Leone : 29 dicembre 1971 – 15 giugno 1978

Alessandro Pertini : 15 giugno 1978 – 29 giugno 1985

Francesco Cossiga : 3 luglio 1985 – 28 aprile 1992

Oscar Luigi Scalfaro : 28 maggio 1992 – 15 maggio 1999

Carlo Azeglio Ciampi : 18 maggio 1999 – 15 maggio 2006

Giorgio Napolitano : 15 maggio 2006 – in carica


quanto prende di pensione un politico ? Dopo quanti anni va in pensione?

è di attualità recentissima la notizia di un commesso del senato che è andato qualche giorno fa in pensione a 52 anni e che percepirà 8000 euro lorde per 15 mensilità…

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preso dal sito di libero l’articolo in questione…

L’Italia dalle pensioni d’oro

 

Il Ministro Brunetta vuole alzare l’età pensionabile delle donne quando un commesso del Senato può ancora lasciare il lavoro a 52 anni con ben 8 mila euro lordi al mese per quindici mensilità

 

 
di Redazione

Il ministro Brunetta vuole mandare le donne in pensione a 65 anni come i loro golleghi maschi. Come se non bastasse, una volta raggiunta l’età pensionabile, la maggior parte delle italiane, ma anche degli italiani, non resta che uno “stipendio” da fame o quasi. Dettagli che “bruciano” se si pensa solo che a un commesso del Senato di 52 anni, che qualche giorno fa ha lasciato il posto di lavoro, andranno ben ottomila euro lordi al mese per quindici mensilità. Una pensione di tutto rispetto che però paghiamo in un certo senso noi tutti.

Il bilancio di pre­visione 2009 approvato il 21 aprile dal Consiglio di Presi­denza di Palazzo Madama ha messo in evidenza come negli ultimi due anni i costi per pagare le pen­sioni sono letteralmente esplosi. Fra il 2007 e il 2009 sono passati da 77,8 a quasi 90 milioni, con un aumento del 14,3%.
E non è tutto. Quest’anno la spesa per le sole pensioni “dirette” potrebbe sfiorerà gli 80 milioni. A conti fatti ogni dipendenti pensionato ha in tasca un vitalizio quindici volte e mezzo superiore a una pensione me­dia dell’Inps. Come se non bastasse le pen­sioni del Senato seguono la dinamica degli stipendi di pa­lazzo Madama. Non va meglio neanche alla Camera che quest’anno dovrà pagare tra pensioni dirette e di rever­sibilità per 191 milioni, circa 24 milioni in più rispetto al 2007.

A far restare a bocca aperta non solo gli importi delle pensioni, conquistate poi ad un’età dignitosa, con una buona aspettativa di vita, ma anche la crescita delle spese registrate in questi ultimi anni da Camera e Senato per pagarle e che si può spiegare con la paura che presto, anche a causa della crisi economica che sta mettendo in ginocchio gli italiani, questi privi­legi possano finire. Qualche esempio? Al Senato chi è stato as­sunto prima del 1998 può an­cora oggi, nel 2009, andare in pensione a 50 anni di età, sia pure con una penalizzazione del 4,5%, a condizione che ab­bia raggiunto quota 109: la somma dell’età anagrafica, degli anni di contributi e del­l’anzianità di servizio al Sena­to. Con 53 anni di età e la stes­sa quota 109 la pensione (80% dell’ultimo stipendio) è assicurata senza alcuna pena­lizzazione. Senza poi contare che la loro pensione si calcola ancora col sistema retributivo puro e non con quello contributivo. Giusto? Quando finiranno questi privilegi?